Una modesta proposta (Alessio Pracanica)

soldi

 

Siamo tra quelli che, per principio, non hanno mai creduto alla famigerata trattativa stato-mafia. Troppo alta, solenne, austera è l’immagine che la repubblica ci ha fornito, in tutti questi anni, per avvallare simili invenzioni. Quante volte l’abbiamo visto, il nostro stato, ergersi con l’indice puntato,   ben   più   lungo   delle   altre   dita,   per   giudicare   e condannare   severamente   ogni   iniquità,   foss’anche   la   più insignificante. Sanzionare senza pietà borseggi e abigeati, tettoie abusive   e   parcheggi   in   sosta   vietata,   alieni   di   passaggio   e centauri senza casco. Con la veemenza che è propria di chi possiede valori saldi e incrollabili. Un paese così, che svetta a tali altezze morali da far impallidire la più moresca delle utopie, la più platonica delle repubbliche e il più candido dei castelli, non merita certe basse insinuazioni. Non abbandoniamoci, dunque, all’insulsa banalità di fantasiose ricostruzioni giornalistiche. Nessuna trattativa, nessun accordo. Solo spietata contrapposizione tra il migliore dei mondi possibili e un’efferata organizzazione criminale. Purtroppo è così. Dico purtroppo, perché una trattativa, specie di questi tempi, sarebbe il caso di farla. Smettiamola di implorare elemosine dall’Europa brutta e cattiva. Parliamo con le cosche. Che ne so, mano libera sugli appalti, per esempio. E in cambio una vagonata di miliardi provenienti dal narcotraffico. Legalizziamo il pizzo, così da poter applicare allo stesso una robusta aliquota Iva. Modernizziamo insomma, una buona volta, lo stantio rapporto tra mafia e istituzioni, sdoganandoci dalla dittatura economica di Bruxelles. Perché, se proprio si deve chiedere un prestito a qualcuno, chi meglio   della   Cupola?   Ricchezza   nazionale   che   rimarrebbe   in patria. Al sempre verde grido: Prima gli Italiani. Anche se mafiosi. Anzi meglio.

 

Avvertenza: Poiché questo mondo abbonda di stupidi e ignoranti, di gente che sa appena leggere e non capisce bene quello che legge, è il caso, di avvertire queste persone che non si tratta di un discorso serio, ma di un’amara considerazione satirica. Lo capisce anche un bambino, ma di questi tempi c’è da aspettarsi di tutto. Il mio commento è che la proposta di Alessio arriva tardi, perché il denaro di Cosa Nostra circola liberamente e tranquillamente e il mostruoso volume di soldi derivante dall’economia in nero, da quella criminale e dall’evasione, ci permette ancora di galleggiare nel benessere. Ma questo lui lo sa benissimo.

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