Rifiuti: indicazioni per risolvere il problema (Salvatore Petrotto)

 

Immagine incorporata 1
 
rifiutiE’ inutile che i sindaci agrigentini continuano a fare riunioni su riunioni presso la Prefettura per invocare la riapertura della discarica di proprietà della famiglia Catanzaro che, stando a quanto appurato, con notevolissimo ritardo,non risulta per niente adeguata, proprio a quanto previsto dal Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 che recepisce  le norme europee in materia, in ossequio all’Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti.
 
In altri termini, la mega discarica di Siculiana-Montallegro è nelle stesse condizioni, nè più e nè meno, delle decine di vecchie discariche comunali dismesse che, agli inizi del 2000, sono state chiuse d’imperio, proprio perchè inadeguate. Sarebbe bastato allora, adeguare le vecchie discariche, cosa che per la verità si può fare anche oggi, per risolvere il problema.
 
Ma, per fare ciò, i sindaci devono assumersi la responsabilità di gestire direttamente lo smaltimento dei rifiuti, chiedendo di riprendere in mano la situazione, dopo quasi un ventennio che è servito a fare arricchire 4 aziende private che hanno operato, in poche parole, violando una caterva di leggi ambientali ed amministrative, molto peggio di come si operava fino a 20 anni fa.
 
Con la differenza che, in modo particolare, i gestori delle 4 discariche private siciliane, tre delle quali adesso sono sotto sequestro giudiziario, sono stati abili a far chiudere tutti quante le vecchie discariche pubbliche, nonché gli impianti pubblici e privati che si occupavano di raccolta differenziata, agitando lo spauracchio delle immani difficoltà a gestire l’intero ciclo, perchè è facile incorrere in violazioni di legge di qualsiasi genere, comprese quelle di avere a che fare con ambienti mafiosi!
 
Sono così riusciti a catechizzare la maggioranza dei sindaci siciliani, i quali, in maniera del tutto irresponsabile, hanno mollato nelle mani di queste 4 aziende private, tutto quanto, consentedo loro, di continuare ad ammassare rifiuti su rifiuti, in maniera del tutto incontrollata, cagionando gravi danni economici ed ambientali. Il tutto, come è ormai risaputo, è avvenuto con la sapiente regia della Regione Sicilia, che nell’accentrare l’intero sistema dello smaltimento dei rifiuti, ha creato ad arte un monopolio del tutto illegale, una vera e propria ‘dittatura delle discariche’, come l’ha giustamente definita il prof. Aurelio Angelini, uno dei massimi esperti in Italia, in materie ambientali.
 
A breve dalla dittatura delle discariche, passeremo alla dittatura degli inceneritori, grazie all’incompetenza, all’inefficienza, all’irresponsabilità e, soprattutto alla mancanza di coraggio di molti amministratori locali siciliani, perché non dirlo!
 
Negli 8 inceneritori, targati Crocetta-Renzi, si potranno così bruciare  tutti quanti i rifiuti, in maniera indifferenziata, così come sinora si è sotterrato tutto quanto, sempre in maniera indifferenziata, continuando a provocare dei gravissimi ed irreversibili danni ambientali e soprattutto alla salute dei Siciliani.
 
Anzichè limitarsi a protestare, perchè i primi cittadini agrigentini non chiedono, ad esempio, l’autorizzazione alla Regione di dotarsi di mini impianti di trattamento e biostabilizzazione dei rifiuti, adeguando le loro vecchie discariche?
 
Ed inoltre, perchè non cercano di sperimentare come si fa il compostaggio della frazione umida dei rifiuti, possibilmente favorendo la creazione di compostiere presso le aziende agricole dei loro territori che, a quel punto, dalla trasformazione della frazione organica, potrebbero ricavare dell’ottimo concime?
 
Miei cari sindaci agrigentini, vi sembra che stia bestemmiando?
 
Se questo mio modo di esprimermi vi sembra ostrogoto, mi spiego meglio.
 
Assumetevi le vostre responsabilità, e sfuggite alla morsa che vi ha attanagliato finora e che vi costringe ad invocare la riapertura della discarica di Siculiana, assolutamente fuori norma ed altamente inquinante!
 
O peggio ancora, a breve sosterrete, per uscire dall’ennesima emergenza, Crocetta ed il suo Governo Regionale, nel proposito di fare installare, con urgenza, 8 mini inceneritori!
 
Anche questa un’altra follia!
 
E, se cortesemente, voi sindaci, non avete portato il vostro cervello all’ammasso, vi prego di seguire, se lo ritenete opportuno, un altro consiglio.
 
Perchè non proponete alla Regione di autorizzare, in ogni singolo paese siciliano, l’apertura di quelli che una volta si chiamavano eco-punti privati, visto che voi, in questi ultimi anni, non siete stati in grado di effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti?
 
Si tratta di dare la possibilità, anche a chi vuole crearsi una opportunità di lavoro, di acquistare e vendere tutti quanti quei materiali riciclabili che per adesso voi ritenete che costituiscano un problema di impossibile soluzione.
 
Basterebbe liberalizzare cioè il mercato dei rifiuti riciclabili, consentendo la libera compravendita di plastiche, carte, cartoni, vetro, latta e materiali ferrosi, a tutti quanti quei cittadini che li conferiscono, i quali, in tal modo, potrebbero avere immediatamente in cambio un ritorno economico, oltre che ambientale.
 
E non come fate voi sindaci nei vostri centri comunali di raccolta, dove chi conferisce anche tonnellate di rifiuti differenziati, per rispetto dell’ambiente, non riceve in cambio alcuna effettiva conropartita economica, alcun reale e consistente beneficio, in termini di sgravio della bolletta sui rifiuti!
 
Così avete incentivato la raccolta differenziata?
 
Se riuscite a liberalizzare il mercato, ad uscire cioè fuori dai monopoli illegali che hanno condizionato molto negativamente il vostro operato, vi accorgerete che non solo vi ritroverete i vostri, o se preferite, i nostri paesei e le nostre città, pulitissimmi, ma i cittadini pagherebbero a quel punto, una tassa sui rifiuti irrisoria, così come avviene, già da qualche decennio, nelle Regioni virtuose del Centro Nord.
 
Se non siete capaci di fare ciò, continuando peraltro a farci pagare una tassa sui rifiuti il cui importo è almeno il quadruplo di quanto si paga in Toscana o in Emilia, andate a scuola di differenziata, ed imparate, una volta per tutte, come si fa!  
 

Seguimi su Facebook