POLITICA: QUATTRO LUOGHI COMUNI DA SFATARE (Anio Fusco Celado)

democrazia-990x556

Ripropongo questo vecchio articolo di Anio Fusco Celado, che in poche parole smonta alcuni luoghi comuni e ne svela il significato di “minchiate” che essi nascondono e ai quali invece ci hanno abituato a credere, come si trattasse di verità intoccabili. Per ulteriori approfondimenti sul concetto di democrazia e sui sistemi elettorali rimando al mio breve saggio, pubblicato su questo sito e su Antimafia Duemila, dal titolo “Quale democrazia” (S.V.)

L’occidente è democratico!

Falso, i paesi occidentali non si fondano su sistemi democratici ma su sistemi plutocratici. Confondere ad arte una apparente libertà con la democrazia è l’inganno politico meglio riuscito dei tempi moderni.

Nei paesi che si definiscono democratici i comuni cittadini non detengono il potere, il quale è in realtà nelle mani dei veri detentori occulti: i rappresentanti delle classi privilegiate (proprietarie di industrie, banche, capitali finanziari, catene distributive delle merci, agenzie di servizi, mezzi di comunicazione, terreni, beni immobili, ecc.) che plasmano a loro piacimento le regole ed occupano le massime istituzioni per il loro esclusivo tornaconto. Prendiamo ad esempio il paese che è universalmente definito campione della democrazia mondiale, gli Stati Uniti d’America, ebbene in questo paese solo due partiti da sempre si rimpallano il potere, partito Repubblicano e partito Democratico, che in realtà sono due partiti fotocopia. Si differenziano su questioni marginali, e il popolo americano non possiede davvero nessuna possibilità di ottenere una rappresentanza di vero cambiamento, se lo volesse, e ciò contraddice l’essenza stessa della democrazia. Negli altri paesi non anglosassoni, soprattutto latini (e tra questi anche l’Italia), partiti e movimenti in grado di rappresentare una effettiva alternativa esistono, e per questo i meccanismi di blocco antidemocratico sono più articolati, complessi e sofisticati: si va dall’utilizzo di mezzi di persuasione di massa all’ingerenza di poteri forti come quello economico (compravendita di voti o di parlamentari), o più raffinati come quello dell’ingerenza delle Chiese, fino all’uso di associazioni segrete, poteri occulti e criminali, pezzi deviati dello Stato che possono persino spingersi ad azioni di deterrenza fisica, come le stragi, contro i detentori del potere sovrano: il popolo.

 

La differenza tra classi sociali è superata, i borghesi ed i proletari non esistono più, o i loro interessi non sono più contrapponibili!

Falso, le differenze sociali sono profonde e discendono da categorizzazioni economiche reali: il lavoratore dipendente, sia pubblico che privato, in grado di guadagnarsi da vivere perlopiù grazie allo stipendio mensile è un proletario. Coloro che non possono essere licenziati da nessuno, al limite solo fallire, e ricavano di che vivere dalla rendita, dal profitto, dall’attività d’usura, dalla truffa, dal ricatto, dal ladrocinio e da tutte quelle attività che prevedono lo sfruttamento del prossimo a vario titolo, nonché l’approfittarsi del più debole e sfortunato, si chiamano borghesi.

 

Il comunismo è morto!

Falso, il comunismo non è morto, è morto solo il “socialismo reale” che ha tradito il pensiero di Engels e Marx. In nessun tempo e in nessun luogo il socialismo marxiano è stato applicato, semmai in ogni dove il “capitalismo di Stato” si è spacciato per vero comunismo (dall’Urss fino alla Cina attuale, che al capitalismo di Stato ha aggiunto senza vergogna persino il capitalismo privato), e la propaganda del capitalismo liberale ha avuto tutto l’interesse a rinforzare questo inganno.

Il vero comunismo è l’unica via scientificamente valida per uscire da ogni forma di male sociale che il capitalismo incarna, non ne esistono altre, ed ogni nuova ricetta rivoluzionaria  non è altro che l’ennesima forma illusoria di cambiamento radicale che il capitalismo mette in atto per difendersi e rigenerarsi con lo stesso carico di iniquità, sopraffazione ed ingiustizie.

 

Il comunismo è un sistema dittatoriale e illiberale!

Falso, in solo due testi Karl Marx accenna di sfuggita alla necessità della dittatura del proletariato, ed esattamente nella “Critica al Programma di Gotha” e in una banale epistola.

I vertici delle attuali formazioni politiche comuniste internazionali che si richiamano al veterocomunismo, ed ancora ripropongono la dittatura del proletariato a predominio del partito comunista unico, o a conduzione non ben delineata di consigli proletari di leniniana memoria (storicamente i soviet), sono al soldo delle agenzie governative dei più ricchi paesi capitalisti.

Il loro compito, ben retribuito, è quello di tenere immobile l’evoluzione della teoria e della prassi comunista (che in quanto scientifiche dovrebbero appunto essere sottoposte a continua evoluzione e vaglio critico), la sola in grado di infastidire il predominio della classe di semidèi che si è impadronita dell’intero pianeta. (A.F.C.) Anio Fusco Celado

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguimi su Facebook