Per Toti Costanzo

BndR

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Vorrei scrivere qualcosa per Toti,  ma non ci riesco. Rischierei di essere riduttivo e banale. Toti è un uomo difficilmente inquadrabile in aggettivi o in ricordi di qualche momento. In un mondo e in un paese pieno di piccole persone, quali siamo, Toti è un gigante, una di quelle persone che  ha dato tutto se stesso e tutto il suo contributo per la conoscenza e il miglioramento del territorio in cui è vissuto. Assieme a Gino Scasso, a Cola Geraci, a Simone Giacopelli  e a pochi altri, ha rappresentato la voce della sinistra autentica a Partinico, senza lasciarsi chiudere dagli schemi di partito. Politico di razza, appassionato di archeologia, di storia, di tradizioni popolari, sempre attento ai problemi del lavoro e ai bisogni del paese, spesso occultati dalla cattiva politica. Ho avuto occasione, qualche tempo fa, di leggere una sua autobiografia, scritta per gli amici,  nella quale  descriveva le fasi della sua giovinezza a Terrasini, della sua formazione  cattolica e della sua successiva militanza nel PCI. Sarebbe opportuno ripubblicarla e renderla nota, per non dimenticare. Ciao Toti,  adesso che hai raggiunto tuo fratello Fifo, potete provare a cantarci, in una di queste notti, “La canzone di Marinella”. Sarebbe banale dirti che per noi resterai sempre vivo.  Vale per te quello che Guido Orlando scrisse sul muro di Radio Aut dopo la morte di Peppino Impastato: “…. non è vero che sei vivo – ma siamo noi che moriamo sempre più – dopo le vostre morti.

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