La novena di Sant’Antonio al Mulinazzo

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Sant’Antonio spesso è omologato con Sant’Antonino, ma si stratta di Santi diversi . Sant’Antonino Pierozzi, è noto anche come  Sant’Antonino da Firenze (Firenze, 1389 – Montughi, 2 maggio 1459) e la sua ricorrenza è quella del 10 maggio. Anche su Sant’Antonio ci sono due ricorrenze: la prima è quella di Sant’Antonio Abate, chiamato anche  sant’Antonio d’Egitto, sant’Antonio del Fuoco, sant’Antonio del Deserto, sant’Antonio l’Anacoreta , morto nel deserto della Tebaide, 17 gennaio 356), ,  eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano l’altro, il più noto,  è Sant’Antonio Da Padova, santo Taumaturgo, grande predicatore, che parlava ai pesci, nato in Portogallo e venuto in Italia ai tempi di San Francesco d’Assisi  del cui ordine fece parte.    

Nel mio libro “Mulinazzo” racconto della novena che le donne della contrada, in territorio di Cinisi,  cantavano davanti ai “Cappilluzzi”, due edicole votive in cui, su lastre d’ardesia erano dipinte la Madonna di Trapani e Sant’Antonio. Rispetto alla novena della Madonna di Trapani, quella di Sant’Antonio era meno partecipata , poichè ancora molte famiglie non si erano ritirate in campagna. La sera del quattro giugno la cappilluzza con l’icona del santo veniva arredata con gigli e illuminata appena da un lumino all’olio. Ogni sera, sino al 13, si pregava  e si cantava . Per una di quelle distorsioni di cui solo il folklore è capace, Sant’Antonio da Padova si trasformava in Sant’Antonino. A turno le donne cantavano:

 

Decimila voti ludamu a Sant’Antuninu:

ludamulu  tutti l’uri ch’è lu nostru prutitturi

 

Quando si arrivava a “centumila voti”, seguiva questa filastrocca recitata:

 

Sant’Antuninu amato amato

‘ncelu faciti lu me avvucatu

Sant’Antoninu amatu sia,

‘ncelu faciti la grazia a mia

 

E poi, in lingua italiana:

 

Sant’Antonino amato amato

amato sempre e da Maria

tu che dai pesci fosti ascoltato

Sant’Antonino prega pi mia

 

Chiudeva la novena a za Rusulia a Mastricchia:

 

Sant’Antoniu miu biatu

Cu lu bammineddu a latu

Vi lu detti la matri di diu,

facitimi grazia Sant’Antoniu miu

 

Sant’Antonino glorioso e pio

in cielo fate l’avvocato mio

 

Rispondevano tutti in coro:

 

l’anima mia con voi in cammino

voi proteggetela, sant’Antonino

 

Noi ragazzi, specie nelle notti di luna, andavamo a “imboscarci”  sotto  gli ulivi, giocando a nascondino, a “liberi tutti”, allo schiaffo, mentre nell’aria si perdeva il canto delle nostre madri. Non so se esso è mai arrivato ai piedi della “beddamatri ” o di Sant’Atonio, così come non so dove siano finite le icone della Madonna e  di Sant’Antonio, poggiate dentro le cappilluzze,  alloggio di gechi, lumache, lucertole, ragni.

L’immagine, molto somigliante a quella presente dentro l’edicola,  mi è stata gentilmente concessa da Filippo Grillo

DAL LIBRO DI SALVO VITALE ” MULINAZZO”

 

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