CRUCIFIGE

 

Sono tempi in cui è di moda il “crucifige”. Basta una parola in più, una gaffe, qualche invito alla riflessione, l’espressione di un proprio giudizio, qualche messa in discussione di verità e banalità universalmente accettate, non oso dire imposte attraverso raffinate tecniche di persuasione,  che tutta la comunità è pronta a scagliarsi sull’incauto assertore per sbranarlo e cacciarlo nell’angolo, additandolo al disprezzo, al ludibrio, all’ignominia, o invitandolo alle dimissioni. E’ successo ai tre commissari della Calabria, il primo dei quali colpevole di un’affermazione ingenua, perchè è impensabile che, dopo un anno,  non sapesse quali erano i suoi compiti, il secondo colpevole di una banalità sull’opportunità dell’uso della mascherina, cosa sostenuta non tanto dai no mask, ma da conoscitori dell’argomento, che ne circoscrivono l’efficacia a poche ore; è successo all’ex rettore della Sapienza, accusato di avere un procedimento penale in corso, nel quale egli stesso ha annunciato le buone possibilità di essere prosciolto, ma condannato in partenza; è successo, solo di striscio, a Gino Strada, accusato dal successore calabrese della Santelli, di essere un missionario, buono per i paesi sottosviluppati, ma non per la civile Calabria; è successo a un illustre scienziato, il prof. Crisanti,  reo di avere espresso la sua cautela nei confronti di vaccini di cui al momento si ignorano le possibili conseguenze;  è successo a Berlusconi, anche qui di striscio, reo di avere accolto l’invito alla responsabilità di Mattarella  e di voler dare una mano per l’approvazione della legge di bilancio; è successo  a Morra, presidente della Commissione Antimafia, colpevole di avere detto una cosa scontata, ovvero che ogni popolo ha i governanti che si merita e che la Calabria, con le sue scelte elettorali , specie  per gli “impresentabili”, non fa eccezione: Morra, come spesso gli succede, si è lasciato prendere la mano, anche se non ai livelli di De Luca,  ed ha messo tutti nel sacco, compresa la defunta Santelli: mossa poco opportuna perché i morti non si toccano e perché la morte, specie se prematura, spesso rappresenta una sorta di passaporto che assolve da ogni colpa. E comunque, premessa la mia distanza dai cinquestelle, esprimo solidarietà a Morra, bersaglio dell’ipocrisia del PD, del perbenismo e del silenzio dei suoi “amici” di partito e dell’aggressione del centrodestra che vuole nascondere le malefatte del suo sgoverno in Calabria. Solidarietà altresì a Crisanti, aggredito da tutta la lobby che gira attorno alla futura distribuzione del vaccino americano.In un’Italia che mai come in questo momento, ha bisogno di certezze, di coesione sociale, di collaborazione politica, di pastori e guide tanto sicure da potersi permettere qualsiasi affermazione (per intenderci alla Trump o alla Salvini),  aspettiamo per chi sarà il prossimo “crucifige”. Potrebbe anche essere per me che sto “osando” scrivere questo post.

 

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