Rivoluzionari 2019 (Massimiliano Perna)

Bandiera, donna e Che_n

Sentiamo tante volte parlare di rivoluzione. Ma rimaniamo fermi nelle nostre vite. Ci chiudiamo in quel che ci fa stare bene, o almeno che ci fa stare meglio o meno peggio. Semplicemente quello che ci fa stare al sicuro, circondati dalle cose che conosciamo, le piccole cose delle nostre esistenze.
Ci teniamo a bada, ci costruiamo le nostre strade e lo facciamo fidandoci di poche persone.
Troppo poche, sì. Perché a volte non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo perso il senso, la direzione, la bellezza dello stare nel mondo e con il mondo. Ci hanno portato a dimenticarlo, a vivere come una follia l’idea di affidarci a chiunque vada oltre noi stessi.
Stiamo obbedendo inconsciamente a questa società che ci trasforma ogni giorno in isole, isole non circondate dal mare e pronte ad aprirsi a visitatori sconosciuti e inattesi, capaci di mettere in dubbio le nostre granitiche certezze, le nostre abitudini, le nostre sensazioni, spingendoci al “rischio” incantevole della conoscenza e della scoperta di cose che non immaginavamo, generando nuova bellezza, colori, sapori.
Ci hanno invece trasformato in isole con porti sorvegliati, con rive bagnate da ettolitri di paure, ansie, diffidenze, chiusure, dal timore per tutto ciò che ci appare imprevisto, fuori dal nostro schema, dal percorso che ci siamo disegnati in testa, dalle nostre esperienze, dalle lezioni che ci hanno dato e che pensiamo siano sempre irrimediabilmente uguali.
Ci hanno convinto subdolamente che siamo bravi solo se facciamo da noi, ed è per questo che dobbiamo diffidare degli altri, non fidarci mai del tutto perché da qualche parte c’è la fregatura o si ripeterà quello che è già accaduto. Così non riusciamo a sentire a fondo la magia di un incontro fortuito, la delicatezza di una mano sincera, il calore di una forza che può raddoppiare, diventare prorompente, aprirsi al mondo, diventare solidarietà, lasciare traccia seppellendo ingiustizie e paure.
Siamo isole che hanno il terrore di sbagliare, di perdersi tra le onde. Ci hanno insegnato che qualsiasi errore si ripeterà sempre, che sbagliare ci toglierà altro tempo di vita.
Ci lasciamo condizionare da tutto questo, anche quando non lo crediamo possibile, quando crediamo di esserne immuni. E allora evitiamo di seguire un sentiero che ci fa paura perché ci ricorda qualcosa di sbagliato, o perché ci costringerebbe a riconoscere le ragioni di chi ce lo indica cercando di rassicurarci e chiedendoci di fidarci. E non importa se quel sentiero in apparenza buio, magari potrebbe condurre davanti a un mare e a un tramonto mozzafiato. Lo abbandoniamo prima, perché è così che ci sentiamo al sicuro, che stiamo bene, scrollandoci di dosso in pochi minuti e un battito di pioggia tutta la bellezza potenziale che un vento salato ci aveva lasciato sulla pelle.
E allora lasciamo perdere la rivoluzione, perché non ne faremo mai. Non esiste alcuna possibilità di cambiare il mondo, se non abbiamo più il coraggio di cambiare noi la nostra strada, di sbagliare, di fidarci, di lasciarci andare, di comprendere che affidare un pezzo di noi agli altri non ci sminuisce, né ci condiziona, ma spesso ci rafforza, ci offre le cose più belle, ci spinge alle azioni più coraggiose.
Io questa notte la pioggia non la lascerei cadere a innaffiare le paure, le ansie, le rinunce, le diffidenze, le certezze inossidabili che chiudono le porte.
Anche io sono colpevole. E allora questa notte ballerei sotto la pioggia, fino a inzupparmi interamente, mandando via qualsiasi pensiero, sentendo ogni brivido di freddo, vivendo dentro quelle gocce, con i piedi sull’asfalto o sulla terra, lasciandomi tenere la mano e lasciandomi trasportare in una danza piena di sorrisi, invitando chiunque voglia lasciarsi abbracciare dalla libertà di disobbedire a se stesso. Perché è solo tenendosi per mano e imparando a disobbedire a se stessi, alle proprie sensazioni personali, che si costruiscono le più grandi rivoluzioni. E mondi migliori di quelli sui quali passeggiamo, stupidamente asciutti e composti, rassicurati e strozzati dalle nostre cravatte quotidiane e da abiti su misura.

#pensierinotturni #paureBandiera, donna e Che_n

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