Il parere di un generale italiano sulla guerra ucraina

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Non è facile che un generale si esponga a tal punto e dica senza mezzi termini come la pensa, cosa che in Italia potrebbe mettere a rischio persino il suo ruolo. Riporto il suo parere con la precisazione, onde evitare le alzate di scudi dei seguaci delle verità ufficiali televisive, che l’aggressione russa è da condannare, come tutte le aggressioni militari a uno stato sovrano, ma da questo aspetto nessuno è innocente, a partire dagli Stati Uniti, falsi paladini della falsa democrazia. Il generale MInì è stato Comandante della missione italianaKFOR in Kossovo dal 2002 al 2003 ed è autore del libro : “Ucraina, la guerra e la storia”

“ Il falso è che la guerra sia cominciata con l’invasione russa dell’Ucraina. Questo in realtà è un atto nemmeno finale di una guerra tra Russia e Ucraina cominciata nel 2014 con l’insurrezione delle provincie del Donbass poi dichiaratesi indipendenti. Da allora le forze ucraine hanno martoriato la popolazione russofona ai limiti del massacro e nessuno ha detto niente. Per quella popolazione in rivolta contro il regime ucraino non è stata neppure usata la parola guerra di liberazione o di autodeterminazione così care a certi osservatori internazionali. E’ bastato dire che la “Russia di Putin” voleva tornare all’impero zarista per liquidare la questione. L’ipocrisia è l’atteggiamento della propaganda occidentale pro-Ucraina che, prendendo atto che esiste una guerra, finge di non sapere chi e che cosa l’ha causata e si stupisce che qualcuno spari, qualcun altro muoia e molti siano costretti a fuggire. Ipocrisia ancor più grave della propaganda è il silenzio omertoso di coloro che tacciono sul fatto che dal 2014 STATI UNITI e Nato hanno riversato miliardi in aiuti quasi interamente destinati ad armare l’Ucraina e migliaia di professionisti della guerra per addestrare e arricchire i gruppi estremisti e neo-nazisti. “

Generale Fabio Mini

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