20 maggio 1978 a Radio Aut: La Stangata

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Il mare non cessa mai di sorprendermi. Oggi  intravedo, “una città di vetro dentro l’azzurro netto”, vedo nascere “dal fiotto la patria sognata” e, nello stesso tempo avverto la distanza tra questa terra, con i suoi fondali incredibili e la mia interiore terra arida, costantemente in cerca di acqua.

Finalmente la radio è stata riparata. Con un po’ di emozione mi siedo davanti al microfono e metto la sigla,  “Odissea nello spazio”, poi attacco: “Avete sentito bene, è la nostra consueta sigla. Radio Aut ritorna. Abbiamo avuto, nei giorni scorsi, qualche problema con il trasmettitore, ma siamo riusciti a ripararlo grazie a una sottoscrizione nazionale che ha raccolto la stratosferica somma di 800.000 lire. C’è ancora qualcuno che ci ama. Ma tra di noi c’è anche qualcuno in meno, Peppino, ucciso dai mafiosi di Cinisi e  suicidato dai carabinieri. Riascoltiamo la sua voce”

Spingo un tasto del registratore e faccio partire la cassetta “Western a Mafiopoli” :

“Si, con un po’ di ritardo, ma comunque arriviamo. Si, arriva Onda Pazza, Onda pazza, la trasmissione satiro-politico-schizofrenica di Radio Aut, la trasmissione di fantapolitica di Radio Aut. Questa sera andiamo in edizione speciale, possiamo dire straordinaria. Questa sera Onda Pazza avrà una dimensione nuova, avrà anche uno spessore ed un formato nuovo”.

Sfumo con la solita sigla di  Ombretta Colli, “Facciamo finta che…” e continuo:  “Anche noi, da oggi avremo una nuova dimensione, uno spessore e un formato nuovo. Non più “Onda Pazza” ma “La Stangata”…” .

Ho pensato per molto tempo su come organizzare questa  trasmissione. Non volevo continuare con “Onda Pazza”, che ho considerato un’esperienza conclusa con la morte di Peppino, ma ho pensato di conservare tutta la carica di denuncia dei nomi e degli interessi mafiosi e la volontà di ridicolizzarli. Inoltre di dare spazio anche ai fatti nazionali e regionali.  In nessuno di noi c’è paura, ma solo una rabbia grandissima e la coscienza di lottare con le nostre misere armi, che comunque riescono a dare fastidio: abbiamo un morto da ricordare, da vendicare, da restituire alla sua dignità politica, culturale, umana.

Parte la musica, interrotta dalla voce di Faro:

– “Stangate, stangate per tutti. Ve ne diamo un assaggio” .

Segue il Corale di Bach, opera n.659,  dal titolo “Ora arriva il salvatore dei pagani” , poi  attacco:

“E’ domenica a Mafiopoli, il giorno del Signore. Il sole sghignazza nel cielo,  le colombe svolazzano dalla vasca della piazza al palazzo comunale. Nella piazza un leggero venticello fa tintinnare le palle dell’albero di natale. Sotto l’albero, felici, gli assessori comunali osservano soddisfatti e si dondolano tutti, sculettano con un verso da cagnolini soddisfatti, giocano a toccar le palle. Vicino al bar di don ProfitteroloJoePerciale sta provando una mossa da guitto, mentre Giacomo Cattivo Merlo gli fa da specchio. La piazza a poco a poco si anima e diventa un campo di “Battaglia”…….. Il patriarca di Mafiopoli don But-tano attacca quest’inno di ringraziamento. Preghiamo fratelli, anche per la nostra amministrazione che ha proposto la sistemazione delle fogne”

Un coro formato da Faro, da Silvana, da Giovanni R.. e da Vito si mette a recitare questa litania, nella quale si fanno o si smorfiano i nomi dei più noti mafiosi di Cinisi:

 

“Fogna, fogna c’è la rogna

rafia, rafia c’è la mafia

Scafo, scafo si fabbrica a sbafo

Brina, brina c’è l’eroina                                                         

Allarmi allarmi ci sono le armi

Feci feci, c’è lo Zeta dieci

Cani, cani i democristiani

Aglia, favaglia c’è Battaglia

Scolo, scolo c’è il tritolo

Lutti, lutti c’è il futtifutti

Cannella, cannella c’è Barbazzella

Mesi, mesi ci sono i Trapanesi

Monello, monello c’è il Sindachello

Cuoco, cuoco c’è Sputafuoco

Cazzo, cazzo c’è il palazzo di Finazzo

Cinisi bello, Cinisi santo

apri le porte del camposanto

c’è bisogno di pulizia,

così spero, così sia.”                                                                

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Dal libro di Salvo Vitale “Cento passi ancora”.

Nota: per il testo completo vedasi  S.Vitale, “Nel cuore dei coralli”, op.cit. edizione 2002 pag. 2011 . Esistono ancora e sono in mio possesso una trentina di trasmissioni de “La Stangata” che bisognerebbe trascrivere  prima di trovare un editore che voglia pubblicarle. Sono autentici capolavori teatrali.

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