RICORDO DI GINO SCASSO

9 maggio 2008 006

Se n’è andato da quattro anni. Con molta eleganza, in silenzio, cercando di non disturbare nessuno, ma confermando la sua presenza tra tutti coloro che avevano condiviso le sue idee. Ed è una presenza che continuerà ad esserci, perché là dove c’è o ci sarà, cosi come c’è stato, un momento di lotta per la salvaguardia dell’ambiente, là dove si consumerà un’ingiustizia sulla pelle dei più deboli là continuerà ad esserci  Gino, non come reduce del ’68, che egli aveva vissuto in pieno, ma come stimolo per  non fermarsi. E’ questo che egli aveva detto qualche ora prima dell’incidente, agli amici di Cinisi e dell’Associazione Peppino Impastato, di cui era stato uno dei soci fondatori: “Non bisogna guardarsi indietro, non gratificarsi come reduci di esperienze ormai irripetibili. Occorre andare avanti guardandosi intorno e denunciando tutto ciò che non va, come faceva Peppino ”.  E’ questo il suo ultimo messaggio, dopo una vita spesa interamente per dare alla politica una dimensione più vicina ai bisogni della gente, senza adesione alle mode, senza voltagabbana da un partito all’altro, senza interessi particolari, ma sempre con coerenza, con fermezza, spesso con rabbia  e determinazione.  Dalle istituzioni, in uncerto momenti  si   era allontanato “schifiatu” per dedicarsi esclusivamente al circolo di Lega Ambiente Chico Mendez, che lui stesso aveva creato e al sito CESDAM, nel quale è possibile trovare la documentazione delle lotte ambientaliste sostenute in tutto il Golfo di Castellammare. Partinico ha perso non perde solo un cittadino, ma uno di quelli che ha speso la vita per cambiare il paese e il cui messaggio è rimanere attivi, essere in campo, muoversi e lottare per guadagnare i nostri spazi. Ciao Gino, Ci manchi

Nella foto Gino Scasso e Mario Capanna il 9 maggio 2008 a Cinisi

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