Fischia il vento (Nino Cinquemani)

 

Bandiera, donna e Che_n

Piccola raccolta antologica del patrimonio vaĺoriale della SINISTRA Italiana

Stamattina mi sono svegliato e ho trovato l’INVASOR . Ma ho scoperto che era già presente da un bel po’. ……E allora ?…. allora appropriamoci di ciò che ci appartiene ed al quale non dobbiamo mai rinunziare e dunque….. LA CASA È DI CHI L’ ABITA . È UN VILE CHI LO IGNORA – IL TEMPO È DEI FILOSOFI LA TERRA È DI CHI LA LAVORA. e…..POICHÈ fischia il vento e infuria la bufera…scarpe rotte eppur bisogna andar; si va alla ventura senza rimpianti né paura perché nostra Patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà ed un pensiero libero in cuor ci sta con l’obiettivo che si dia A CIASCUNO SECONDO IL SUO BISOGNO E DA CIASCUNO PER CAPACITÀ; allora…….. avanti tutta…macchinista macchinista faccia sporca metti l’olio nei stantuffi di risaie siamo stufi a casa nostra vogliamo andar…sebben che siamo donne.paura non abbiamo per amore dei nostri figli; e se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorar.; piuttosto…ama chi ti ama, non amare chi ti vuol male specialmente il caporale e i padroni che sfruttano te.; anche .perche’ di nuovo come un tempo, sopra l’Italia intera fischia il vento e infuria la bufera. Sappiamo che il nemico attuale è sempre ancora uguale a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna…ma ..NEL GIORNO DEL GIUDIZIO CRISTO SI DARÀ AMMALATO PER NON SPUTARE IN VISO A CHI SI È RASSEGNATO A CHI MAI S’È RIBELLATO; I nostri sono morti sui vent’ anni per il nostro domani; sono morti come vecchi partigiani e gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.Comunque sia ben chiaro che questo sangue amaro è sangue di noi tutti,,,; sangue del nostro sangue ,, nervi dei nostri nervi come fu quello dei fratelli Cervi. Non mancherà la mano del bersagliere che ha cento penne ; e l’alpino ne ha una sola mentre il Partigiano ne ha nessuna e sta sui monti a guerreggiar. PERCIÒ avanti popolo alla riscossa…..compagno cittadino, fratello partigiano teniamoci per mano in questi giorni tristi; ….non aspettare San Giorgio che lui ti venga a liberare, non aspettare San Marco che lui ti venga a vendicare coi fanti e i cannon…portella della Ginestra e i morti calabresi e quelli della Puglia , quelli di Reggio Emilia…..e quelli morti in fabbrica e quelli nei çantieri e quelli avvelenati dall ‘ acido e il benzolo…..sul ponte di Bassano noi ci darem la mano….Ahi ! serva Italia di dolore ostello…!! E se il Vaticano brucerà con dentro il Papa …..di certo qualcuno s’opporrà …..allora RIVOLUZIONE …..si rivoluzione e guerra alla società poichè..piuttosto che vivere cosi’ meglio morire per la libertà . Noi… non vogliam sfruttati e nemmeno sfruttatori; ci hanno detto quei signori che la loro è libertà .certo……certo libertà d’esser padroni, di poterci derubare , siamo in tanti a lavorare ma sono in pochi a guadagnar,,,Io sono la passera Ronda , vedova del passero Rondò ; mio marito era tanto allegro ma un cacciatore l’ammazzò col suo fucile verde il giorno di San Borombò. Tu ti lamenti ? Picchi ti lamenti ? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti.MA LA CANZONE CHE ABBIAMO DA CANTARE E’ SEMPRE QUELLA: SCARPE ROTTE EPPUR BISOGNA ANDARE.A conquistare la nostra primavera dove sorge il Sol dell’Avvenir

 

 

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