Commissariamento rifiuti: nel 2006 il TAR aveva già svelato l’imbroglio

In un’ordinanza del TAR Sicilia, sezione di Catania, del 2006 i giudici amministrativi segnalavano l’assurdità di nominare “commissari con poteri speciali” i soggetti che, con i poteri ordinari, avevano causato ritardi, danni ed esborsi per la collettività. Ma non c’è verso di fermare la ‘macchina’ su rifiuti e acqua: dopo i ‘commissari’ comunisti, democristiani, autonomisti, megafonisti aspettiamo, adesso, il ‘commissario’ fascista, così chiudiamo l’arco costituzionale…

Proprio in queste ore il Governo regionale di Nello Musumeci e, in generale, la Sicilia che conta di affrontare il problema dei rifiuti a colpi di appalti & affidamenti attende con ‘trepidazione’ che Roma, come da tradizione, conceda i ‘poteri speciali’ alla Sicilia.

Di mezzo, almeno in una prima fase, c’è l’eterna discarica di Bellolampo di Palermo che, in decenni di vita (e di inquinamento), Iddio solo sa quanti fondi pubblici ha ‘inghiottito’ per continuare ad esistere (e a inquinare l’ambiente).

Mentre la politica siciliana attende con ‘fiducia’ il ritorno della stagione commissariale in materia di gestione dei rifiuti – interrotta nel 2015 grazie a un emendamento della parlamentare nazionale eletta in Sicilia, Claudia Mannino,emendamento approvato da Camera e Senato – ci sembra quanto mai interessante andare a rileggere cosa scrivevano i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (TAR), sezione di Catania, in un pronunciamento che risale al 2006 a proposito delle gestioni commissariali dei rifiuti.

Il TAR Sicilia si pronuncia con un’ordinanza in seguito a un ricorso presentato da Legambiente. E’ un ricorso presentato contro La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento della Protezione Civile e il Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque nella Regione siciliana. E nei confronti della società Tifeo Energia Ambiente, rappresentata da avvocati tra i quali spicca il nome di Gaetano Armao, oggi vice presidente della Regione siciliana e assessore all’Economia.

Scrivono i giudici del TAR Sicilia a proposito della gestione commissariale:

“Il problema acquista uno spessore considerevole se solo si riflette sul fatto che, ‘ordinariamente’, tali provvedimenti ‘extra ordinem’ delegano quali commissari per l’emergenza il Presidente della Regione o altri organi locali già titolari di poteri propri in quella materia; in tal senso, spesso non fanno altro che ‘istituire’ poteri e programmi di emergenza affidandoli quindi (per nomina o delega), a quegli stessi organismi regionali o comunque locali che con i poteri ordinari loro conferiti dall’Ordinamento non hanno saputo fare fronte alle cause che hanno determinato l’emergenza (come il caso dell’emergenza rifiuti o dell’emergenza idrica, o dell’emergenza traffico). Pertanto, l’effetto di tale prassi è essenzialmente quello di rendere i provvedimenti degli organi regionali ‘rafforzati’ sotto il profilo della capacità di derogare a norme dell’Ordinamento; a tale già rilevante ‘alterazione’ dell’Ordinamento medesimo, si aggiunge quindi una ulteriore ‘tutela’ giurisdizionale, sottraendo la cognizione della lite ai TAR regionali su provvedimenti che sono e restano a tutti gli effetti locali per provenienza soggettiva oltre che per effetti, per affidarla ad un unico giudice nazionale con il quale essi non hanno alcun collegamento naturale”.

Quanto scritto dai giudici amministrativi è un atto d’accusa pesantissimo contro una regia nazionale e locale che, all’insegna dell’inefficienza e dell’incapacità di risolvere i problemi (nel campo dei rifiuti, dell’acqua, del traffico automobilistico) con i mezzi burocratici e finanziari ordinari, ricorre a mezzi straordinari: ovvero al commissariamento.

E chi è che viene nominato “Commissario con poteri speciali”? Proprio quei soggetti – sottolineano i giudici del TAR Sicilia – che, con i mezzi ordinari, non hanno saputo risolvere i problemi!

Il tutto sperperando un enorme quantità di risorse pubbliche, affidate, per l’appunto, agli stessi soggetti inefficienti ed incapaci. Ai quali vengono concessi “poteri speciali” che consentono di derogare alle norme: è il caso – molto ‘gettonato’ nella gestione dei rifiuti e dell’acqua – degli affidamenti diretti, senza evidenza pubblica, con il ‘vantaggio’ di poter sfuggire al controllo dei TAR regionali!

Quindi, sperperi su sperperi di fondi pubblici!

I risultati di queste partite di giro tra potentati nazionali e locali li abbiamo toccati con mano: le ‘famigerate’ emergenze in materia di gestione dei rifiuti e dell’acqua.

Sui rifiuti la stagione commissariale della Sicilia è iniziata alla fine degli anni ’90 del secolo passato con il Governo regionale di centrosinistra retto allora  da Angelo Capodicasa.

La gestione commissariale dei rifiuti è proseguita fino al 2008 con i Governi regionali di Totò Cuffaro. 

Altri quattro anni di gestione commissariale con i Governi regionali di Raffaele Lombardo. 

E altri due anni e mezzo di gestione commissariale con i Governi di Rosario Crocetta. 

Nel 2015, come già ricordato, la gestione commissariale dei rifiuti si chiude con un voto del Parlamento nazionale. Ma Crocetta – questa è cronaca – ha più volte chiesto a Roma di essere nominato ‘Commissario per l’emergenza rifiuti’. Richieste respinte.

Da qualche mese, a Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale della Sicilia, è arrivato Nello Musumeci. Certo, ha trovato uno scenario complesso: come scriviamo spesso, le discariche della nostra Isola – che sono state il pezzo forte della ‘sinistra’ siciliana (che bella ‘sinistra’m no?) – sono quasi tutte sature.

Bellolampo sta per esplodere. E cosa chiede il presidente della Regione, Msumeci? I poteri speciali per gestire l’emergenza della discarica di Palermo, ovvero per realizzare una settima vasca e – di fatto è così – continuare a inquinare Palermo!

In questa storia di commissariamenti che si susseguono a ritmo continuo non si è mai visto un Piano per la gestione dei rifiuti. Ed è anche logico: se si dovesse materializzare un vero Piano dei rifiuti verrebbe meno “l’emergenza” e non ci sarebbe più bisogno di gestione commissariale.

Venendo meno la gestione commissariale – che il Governo Musumeci ha chiesto per Bellolampo, ma che verrebbe estesa alle altre discariche della Sicilia quasi tutte sature – verrebbe meno la possibilità di gestire appalti miliardari senza evidenza pubblica: e secondo voi la vecchia politica siciliana di centrodestra, tornata al potere dopo nove anni di ‘dieta’,dovrebbe perdere tale occasione? 

Figuriamoci se questi si perdono il ‘formaggio’ degli appalti a ruota libera nel mirabolante mondo dell’emergenza rifiuti. Anzi, l’emergenza, sempre in queste ore, la vorrebbero estendere anche alla gestione dell’acqua (COME POTETE LEGGERE QUI).

Intanto, in materia di rifiuti, si susseguono le sanzioni europee (pagate dagli ignari cittadini con un aumento delle bollette). E’ un prezzo che i cittadini siciliani debbono pagare, a patto che nessuno gli illustri come stanno le cose.

Perché il bello di questa storia è che, grazie a una sistematica campagna di disinformazione, o di informazione parziale, i siciliani vanno ancora a votare per quei schieramenti della vecchia politica – fino a qualche tempo fa il centrosinistra, oggi di nuovo il centrodestra – che gli fanno pagare un sacco di soldi per la gestione dei rifiuti e per la gestione dell’acqua.

Nel caso di Palermo c’è anche per la gestione del traffico automobilistico, con una ZTL che ‘dissangua’ i cittadini con 8 milioni di euro di multe e con gli esercizi commerciali del Centro storico penalizzati per fare posto alla Grande distribuzione organizzata.

Un sistema che costerà ai siciliani un patrimonio con alle porte i rifiuti da esportare (perché per un anno non ci sarà altra soluzione). Con l’acqua sempre più cara e magari razionata (mentre si getta in mare l’acqua delle dighe!). Con un aumento dell’inquinamento. E, soprattutto, con miliardi di euro ‘inghiottiti’ dalla politica e dagli amici imprenditori di turno con l’indispensabile trade unionsdella burocrazia che, guarda caso, in tutti questi settori di inefficienza totale e zero risultati risulta, invece, avere raggiunto magicamente gli obiettivi prefissati ed intascato le relative indennità di risultato!

Adesso, con il Governo Musumeci, siamo all’ennesimo giro di valzer del nuovo commissariamento in materia di rifiuti: dopo il commissario PCI, il commissario DC, il commissario Autonomista, il commissario Megafono, mancava il commissario fascista per completare l’arco costituzionale e ci siamo arrivati.

E dire che il TAR Sicilia, nel 2006, ha ‘sgamato’ tutto. Ma non è servito a niente. E Cappeddazzo paga!

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