BULLISMO A SCUOLA   ( Nino Cinquemani  )       

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I recenti e gravi episodi classificati come bullismo , assai diffusi in tempi recenti e  di cui  abbiamo visto le crude immagini pubblicate su Fb e riprese nei vari tg, hanno suscitato particolare interesse e allarme  presso esperti studiosi del fenomeno e gente comune, provocando  anche numerosi dibattiti televisivi con la finalità di approfondire tutti gli aspetti del fenomeno, comprenderne  le cause ,  trovare  adeguate e possibili soluzioni .  Sono venute  fuori analisi  spesso discordanti e   proposte diversificate ,tutte comunque,  finalizzate a : contenere  la eccessiva quantità e gravità degli episodi ; suggerire nel contempo  le giuste sanzioni; scoraggiare  in prospettiva il ripetersi di tali inaccettabili comportamenti . Siamo pertanto ancora lontani dall’aver definito  in maniera univoca il fenomeno, conoscerne le vere cause, cosa che impedisce di approntare validi ed efficaci rimedi .

Mentre i dibattiti continuano e gli esperti del settore studiano il fenomeno alla ricerca di soluzioni concordi,  mi sembra lecito, nella qualità di docente in pensione, poter esprimere alcune personali valutazioni, seppure soggettive, sulla base di una esperienza pregressa più che trentennale nella scuola, poiché proprio in tale ambito sembra  si siano verificati più frequentemente gli episodi  in esame.

Per prima cosa mi sembra opportuno delineare una definizione di bullismo. La  parola è  derivata da BULLO alla quale si attribuisce il significato di persona prevalentemente giovane  che fa il prepotente, lo spaccone , usando,  senza plausibile motivazione o provocazione, forme di violenza verbale, fisica ,psicologica nei confronti di soggetti notoriamente più deboli e incapaci di difendersi, con lo scopo di umiliare, mortificare, insultare, sottomettere,  ghettizzare , mettere alla gogna un soggetto preso di mira ,volendo in tal modo esaltare il valore della  sua forza, della sua superiorità , della sua potenza  sicuro della impunità.

Quando si parla di bullismo prevalentemente si citano episodi che si verificano nell’ambiente  scolastico ma certamente analoghi episodi possono verificarsi ,con  denominazione diversa, in altri luoghi di aggregazione come per esempio : sale da gioco, bar, discoteche, caserme, pub,  punti di ritrovo poco vigilati. Tipici, per esempio, sono le analoghe forme di violenze perpetrate nelle caserme fenomeno che viene chiamato NONNISMO. C’è  chi al termine bullismo applica  talvolta un transfert arbitrario  per situazioni ed ambienti diversi ma volendo significare  solo manifestazione di prepotenza, prevaricazione, arrivismo a tutti i costi, cinismo, narcisismo, abuso di potere,. E spunta cosi il politico  o l’ imprenditore o il burocrate con l’appellativo di bullo se il suo comportamento  è improntato ad arbitrio e non rispetto delle regole.

Il bullismo può essere esercitato da una sola persona o da un gruppo che si è trasformato in branco. A Scuola si può manifestare tra studenti e studenti oppure da studenti nei confronti di docenti con violenze realizzate nei locali scolastici o anche al di fuori di essi.

Bullismo tra studenti ; per pura spacconaggine o per atteggiamento cosiddetto goliardico o per esibizionismo narcisistico, uno o più allievi riuniti in branco individuano la vittima in un compagno più debole o incapace di difendersi o addirittura disabile e in assenza  momentanea del docente o di altro adulto addetto alla vigilanza, usano le più umilianti violenze fisiche, verbali, psicologiche in locali scolastici  o al di fuori della  scuola in luoghi meno frequentati. Spesso la violenza si consuma anche  con riprese video da mostrare poi su Fb minacciando altre rappresaglie nel caso  il malcapitato fosse intenzionato di  denunciare l’episodio.

Episodi di tal genere sono in preoccupante aumento; se  si vuole  quindi arginare questa tendenza o ridurre al minimo fisiologico il verificarsi di simili episodi, una società democratica  non può tollerare queste falle infamanti che turbano pesantemente l’opinione pubblica  poiché  si  calpestano e si negano i valori fondanti della civile convivenza proclamati solennemente dalla nostra Carta Costituzionale consistenti fra l’altro nel rispetto di ogni singola persona indipendentemente dal suo status sociale  e individuale.

Non tollerare  simili episodi di bullismo significa che questa  nostra società, con le sue istituzioni, non può e non deve indugiare a ricercare e individuare le cause e approntare le necessarie iniziative per eliminare o marginalizzare la piaga del bullismo nelle scuole e ovunque si annida.

Le Istituzioni che hanno responsabilità in questa spinosa faccenda e che, a vario titolo di competenza,  dovrebbero essere coinvolte  in una azione congiunta  di normalizzazione della vita sociale sono, a mio parere, in ordine prioritario:  1) la famiglia dove il giovane riceve la prima educazione ed assorbe i primi valori di vita associata .  2) La scuola dove il giovane riceve le opportunità  e gli stimoli per allargare  l’orizzonte dei saperi e dei valori etici; 3)  Le Associazioni culturali,  ricreative, sportive, religiose, politiche , etc  presenti nella comunità con compiti complementari di arricchimento della personalità  del giovane sctto i diversi profili. 4)  L’ORGANIZZAZIONE DELLO STATO  con il compito di assicurare  i servizi generali, il benessere dei cittadini e la ordinata convivenza civile.

E’ innegabile che  questi 4 tipi di istituzioni, con le loro diverse articolazioni e competenze, rappresentano il pilastro formativo dei giovani e, qualora funzionassero correttamente in un rapporto coordinato e di reciproca collaborazione, potrebbero ottenere risultati di alta positività nel comportamento di tutti i cittadini, pur con il verificarsi  di qualche rara  eccezione  di devianza comportamentale fisiologicamente accettabile.

Qualora tuttavia, nelle istituzioni citate, si verificassero falle vistose di funzionamento o se fra di esse  non si realizzasse una armonica unità d’intenti, la presenza di eventuali carenze e  disfunzioni certamente avrebbe una  influenza negativa sulla formazione dei giovani e spiegherebbe in  buona parte la insorgenza di devianze comportamentali tali da agevolare l’esplosione del fenomeno del bullismo.   Siamo  noi nelle condizioni di potere affermare che le istituzioni citate  non presentino carenze o disfunzioni  e che pertanto le cause di devianze sono da ricercare altrove? Non crediamo. Proviamo allora a dare uno sguardo, anche solo in superficie, a ciascuna delle istituzioni citate, alla luce anche di dati accertati  di dominio pubblico.

LA FAMIGLIA  –   Sono presenti in molte di esse problematiche del tipo:  reddito insufficiente – povertà – disoccupazione –  lavoro precario , con la conseguenza che l’attenzione dei genitori è concentrata prevalentemente per la sopravvivenza materiale e contingente;  e per il futuro economico proprio e dei figli ;  il menage di vita è  in continua tensione  ed il clima complessivo non sereno.. Questa serie di problematiche all’interno della famiglia pongono  in secondo ordine una attenta e stretta vigilanza dei genitori sul comportamento dei figli. Questi ultimi, privi di punti di riferimenti genitoriali, in crisi di identità cedono facilmente a tentazioni qualunquistiche e a comportamenti di devianza.  In molte altre famiglie, pur  agiate economicamente, esistono problematiche di tipo opposto: eccessiva attenzione al possesso di beni di consumo ; atteggiamento iperprotettivo per i figli  anche in presenza di loro comportamenti violenti ingiustificati; uso smodato del denaro e scarsa attenzione ai comportamenti etici dei figli . Anche in questo caso l’eventuale   bullismo dei figli non riceve una sufficiente attenzione e disapprovazione.

LA SCUOLA – Questa istituzione è anch’essa di decisiva importanza nell’assolvere il suo compito istituzionale. L’eccellenza del servizio  formativo erogato   è presente ma non è diffuso uniformemente nel territorio nazionale. Alcune carenze sono presenti da lungo tempo senza trovare la giusta soluzione nonostante le diverse riforme attuate dai governi degli ultimi decenni. La formazione del personale docente ,per ammissione unanime,, presenta carenze nell’aspetto metodologico dell’insegnamento ; in quello  della conoscenza psico-pedagogica: in quello attitudinale degli stessi docenti; inoltre si da importanza adeguata all’apprendimento delle discipline ma  minore cura  per la formazione dell’uomo e del cittadino. L’edilizia scolastica risulta molto carente e le classi sono formate da un numero di studenti eccessivo Anche questo stato di cose determina una scarsa attenzione al fenomeno del bullismo che non  viene preso in carico con la dovuta severità.

ASSOCIAZIONI VARIE  –   Se sono presenti nel territorio in numero soddisfacente hanno una importanza decisiva perchè tendono a soddisfare i diversi bisogni dei giovani in formazione. Purtroppo bisogna rilevare che  la loro presenza  non è omogeneamente distribuita nel territorio per cui molte zone non sono servite adeguatamente   da servizi di tempo libero di cui  i giovani hanno bisogno.. La insufficienza di strutture di tempo libero costringe i giovani alla noia  e a disperdere le loro potenziali energie in iniziative poco formative.

L’ORGANIZZAZIONE DELLO STATO   –   Il sistema nella sua struttura,  previsto dalla Costituzione sarebbe abbastanza funzionale per una società a regime democratico. Tuttavia  carenze  e  forti disfunzioni non mancano a causa di una POLITICA DIRIGENZIALE poco efficace, spesso  minata dalla corruzione  e ormai priva di credibilità. Una burocrazia obsoleta , un apparato giudiziario lento e farraginoso paralizza l’intero sistema sociale. Spesso le riforme annunciate  e poi attuate risultano inefficaci perchè   la politica che le attua è protesa più ad interessi di parte che per il bene comune. La corruzione è assai diffusa e mina i gangli della Amministrazione Pubblica .Per conseguenza presso la cittadinanza LA POLITICA NEL SUO COMPLESSO non riscuote stima e credibilità e cresce pertanto anche la sfiducia in un possibile futuro riscatto.  Comprensibile  quindi che molti giovani di buona volontà , di fronte a tale immagine di cattivo esempio , di impunità  diffusa, di società corrotta , tendono a pensare di essere  liberi da qualsiasi vincolo morale.

Alla luce di quanto affermato si puo’  dire che le ragioni del bullismo vanno ricercate non nella provenienza di classe sociale , non  nel differente orientamento scolastico frequentato ,non nell’indole del soggetto ma in tutta una serie di manchevolezze presenti in molte istituzioni sociali in cui vive il giovane BULLO  CIRCONDATO  NON DA ESEMPI EDIFICANTI E FORMATIVI MA DA TUTTA UNA SERIE DI CATTIVI ESEMPI o disfunzioni che lo scoraggiano  trascinandolo in comportamenti di devianza inaccettabili.  Se al tutto si aggiunge la certezza della impunità per il bullo di turno, la sottovalutazione della gravità dei reati commessi, della   tiepida applicazione di eventuali sanzioni,  il quadro si completa nella sua alta drammaticità.

QUALI RIMEDI ?  –   Non ci nascondiamo le difficoltà di trovare rimedi risolutivi al problema, vista la complessità della delicata materia in sé e le diverse istituzioni che dovrebbero intervenire sempre in un rapporto di stretta collaborazione. Tuttavia dei tentativi di contrasto al fenomeno vanno pensati, programmati, realizzati nella certezza che, provando e riprovando, prima o poi i risultati positivi si vedranno Ciò che si ritiene indispensabile e prioritario è :

–        Un coordinamento costante tra le diverse istituzioni con compiti e funzioni attinenti alla formazione dei giovani;

–        Un impiego di risorse adeguate da investire là dove necessario;

–        Alle famiglie bisognose e in difficoltà restituire il diritto al lavoro e fornire tutta una serie di assistenze socio- economiche che assicurino un clima di serenità.

–        Le scuole in particolare dispongano delle risorse necessarie per dotarsi ,tutte e stabilmente, di équipes psico-pedagogiche che curino in  particolare gli aspetti comportamentali degli studenti; prevedano regolamenti interni, stringenti e rigorosi, per comminare sanzioni disciplinari che scoraggino negli studenti comportamenti violenti.

–    Ai docenti si richiede, oltre al lavoro didattico-disciplinare, uno sforzo maggiore nel seguire l’aspetto formativo e

comportamentale degli  alunni in stretto raccordo con le famiglie.

–     Che gli Enti locali territoriali non risparmino risorse nell’istituzione di strutture di attività di tempo libero con carattere formativo.

–        Lo Stato dia il via a tutte le riforme necessarie, compresa una specifica legge sul bullismo , perché sia superato il deserto spirituale e valoriale che affiora da ogni parte e  si istauri una nuova stagione di fiducia nei giovani. ( 10.05.2018  )

 

 

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