3 DICEMBRE, GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

 

Il 3 dicembre ricorre la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità istituita nel 1981 con l’obiettivo di  promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e allontanare ogni forma di discriminazione e violenza. Da allora, questa giornata è un appuntamento non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, gli operatori, i professionisti che operano nel sociale e tutti noi. L’ONU nel 2006 ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, atto ratificato dall’Italia nel 2009. “Nessuno venga lasciato indietro”. Questo il principio base della giornata.

I 17 obiettivi sono: 1. Lotta alla povertà 2. Lotta alla fame 3. Promozione della salute e benessere per tutti e tutte le età 4. Accesso ad una istruzione di qualità 5. Parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze. 6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari… Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari. 7. Energia rinnovabile e accessibile… Assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti. 8. Promozione dell’occupazione e di una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, per tutti 9. Promozione dell’innovazione e delle infrastrutture 10. Riduzione delle diseguaglianze all’interno e tra i Paesi 11. Promozione di città e comunità sostenibili 12. Utilizzo responsabile delle risorse 13. Lotta al cambiamento climatico 14. Utilizzo sostenibile del mare 15. Utilizzo sostenibile della terra 16. Promozione di Pace e giustizia 17. Partnership per lo sviluppo sostenibile

In Italia Secondo i dati dell’Istat sono quasi tre milioni i disabili che vivono in Italia, con una concentrazione maggiore nelle isole. Secondo il Censis invece le persone disabili sarebbero 4,1 milioni, dato frutto della rilevazione a campione effettuata telefonicamente su 1500 persone. I dati Istat, sono invece il frutto dell’analisi sulle “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, integrata con i dati dell’indagine sui “Presidi residenziali socio-assistenziali”.

Prendendo in considerazione il rapporto Istat “La disabilità in Italia“, nel nostro Paese le persone con disabilità con più di sei anni che nel 2004 vivevano in famiglia sono 2 milioni e 600 mila. A queste vanno aggiunte altre 190 mila che vivevano in istituto. Tra questi circa 700 mila persone hanno problemi di movimento, oltre 200 mila hanno difficoltà nella comunicazione e nei sensi (incapacità di parlare, vedere o sentire), quasi 400 mila hanno limitazioni che impediscono le normali funzioni della vita quotidiana.

In base invece a uno studio più recente, condotto dall’ISTAT per la Lega del Filo d’Oro nel 2015, risulta che per il 57% degli adulti sordociechi rappresenta un problema insormontabile anche solo uscire di casa, utilizzare i mezzi di trasporto (90% dei casi) o accedere agli edifici pubblici tra cui ospedali, scuole, ecc. Inoltre, il 66,5% delle persone con problemi alla vista e all’udito dichiara di aver difficoltà anche ad incontrare amici e parenti, mentre il 78,7% non riesce ad occuparsi dei propri interessi o a partecipare ad eventi culturali. “Nel nostro Paese siamo ancora lontani da una cultura della disabilità che sia inclusiva in tutti gli ambiti della vita, ed è la società stessa che ci rende disabili, non lo siamo noi. Tutto può essere normale e mi auspico un giorno che ovunque, nelle case, negli edifici, per le strade, in Tv e sui giornali, siano già inclusi e previsti gli ausili e gli accorgimenti che garantiscono la piena fruibilità e accessibilità anche alle persone con disabilità fisiche e sensoriali – sostiene Francesco Mercurio Presidente del Comitato delle Persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro. – Nessuno oggi, nel nostro Paese, entrando in una casa, si chiede se c’è l’acqua o la corrente elettrica, lo diamo tutti per scontato. Vorrei che questo avvenisse anche per le rampe di accesso agli edifici, per i segnali sonori agli attraversamenti per strada e per la lingua dei segni nei programmi tv, così da diventare una cosa del tutto normale”.

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